martedì 25 aprile 2017

Il Commissario di petros Markaris parla italiano con Andrea Di Gregorio



“L’assassinio di un immortale - Dalle rotte dei migranti alle indagini del Commissario Charitos” di Petros Markaris

Scritto da   Martedì, 25 Aprile 2017
“L’assassinio di un immortale - Dalle rotte dei migranti alle indagini del Commissario Charitos” di Petros Markaris
Traduzione di Andrea Di Gregorio
Dalle indagini del commissario Charitos in Grecia, a quelle del suo collega Murat sulle infiltrazioni mafiose in Germania, dalle rotte dei migranti a un prete ortodosso che mette a rischio la sua vita per aiutarli, dal fallito attentato a Hitler alle persecuzioni contro i greci nella Turchia degli anni ‘50, Petros Markaris raccoglie in questo libro tutte le sfumature del suo Mediterraneo: il giallo, la critica sociale, il racconto autobiografico.

E’ una declinazione noir che permea storie di vita e di luoghi senza la struttura tipica del racconto poliziesco, attento a farci vedere il lato nero della vita, come se il giallo abitasse in ognuno di noi e nei luoghi che frequentiamo. Racconti che disegnano con pennellate rapide i mali della società, come il tema della notorietà e della vanagloria senza un’adeguata corrispondenza tra successo e valore nel mondo della letteratura. Rispetto alle storie tipicamente italiane molto focalizzate sulla vita familiare e le dinamiche di coppia, sui Piccoli crimini coniugali per dirla con il titolo del famoso romanzo di Ér
 (Andrea Di Gregorio con Petros Markaris a Catania)

ic-Emmanuel Schmitt (anche se non italiano), l’attenzione di Markaris prende il respiro del villaggio se non addirittura del paese. Storie greche che si nutrono dell’atmosfera e cultura turca e tedesca e disegnano quell’intreccio tipico della formazione e della vita del grande scrittore nato e cresciuto a Istanbul, greco di origine e per certi aspetti di appartenenza ma di cultura tedesca, come afferma.
Per una lettura completa dell'articolo: http://www.saltinaria.it/recensioni-libri/libri/assassinio-di-un-immortale-di-petros-markaris-recensione-libro.html

domenica 23 aprile 2017



Gaber, io e le cose - Piccolo Teatro Grassi (Milano)

Scritto da   Sabato, 22 Aprile 2017 
Gaber, io e le cose - Piccolo Teatro Grassi (Milano)
Da lunedì 10 aprile a giovedì 4 maggio, il Piccolo Teatro di Milano ospita nelle proprie sedi i cinque appuntamenti della tradizionale Rassegna Milano per Gaber, promossa dalla stessa Fondazione, con il sostegno del Comune di Milano, della Regione Lombardia e della Fondazione Cariplo. Il debutto è con Maria Laura Baccarini, brava, potente, versatile, ironica, a tratti dura ma anche lirica - una voce di grande armonia e possibilità - che assimila la lezione del cabaret, rendendolo quasi impercettibile. Non è una mattatrice ma una protagonista della scena, che non imita Gaber, non lo rievoca neppure, ma ne restituisce l’anima…a modo suo.

Per una lettura completa dell'articolo: http://www.saltinaria.it/recensioni/spettacoli-teatrali/gaber-io-e-le-cose-piccolo-teatro-grassi-milano-recensione-spettacolo.html

venerdì 21 aprile 2017


“Paul Verlaine miseria nera” di Michela Landi

Scritto da  Lunedì, 17 Aprile 2017  
 
 
Per la prima volta in Italia gli ultimi taccuini del grande poeta maledetto, l’ultimo Verlaine giudicato minore. Una traduzione che entra in empatia con l’autore e ci restituisce la vivezza delle emozioni e quella lingua di rottura del grande poeta, colto, raffinato ma anche utilizzatore della lingua popolare, attento ai dialetti e alla canzone, che gioca con la rima e con registri diversi. Pagine di “miseria nera” eppure ironiche, con uno spirito bozzettistico, dedicate ai ricoveri frequenti e al viaggio in Olanda, situazioni ambivalenti perché costituiscono, rispettivamente, un confinamento e una fuga, ma anche un momento di recupero e di cura.
Il libro ha il merito di restituire Verlaine al lettore moderno che scopre scritti godibili, freschi e di grande attualità nel suo plurilinguismo e vivezza pittorica, oltre il poeta per addetti ai lavori.

Per una lettura completa dell'articolo: http://www.saltinaria.it/recensioni-libri/libri/verlaine-miseria-nera-di-michela-landi-recensione-libro.html

mercoledì 12 aprile 2017


“Miseria e fortuna: gli schiavi nella Roma antica” di Stefano Azzone in collaborazione con Paola Serata

Scritto da   Mercoledì, 12 Aprile 2017 
“Miseria e fortuna: gli schiavi nella Roma antica” di Stefano Azzone in collaborazione con Paola Serata
Un libro storico che racconta storie di uomini dando voce a persone per troppo tempo dimenticate, “oggetti” nell’antichità ma spesso preziosi. Una ricostruzione appassionata, precisa eppure di facile lettura e grande sintesi che parla e dialoga con la storia di oggi: le nuove schiavitù e la schiavitù come categoria dell’umanità.

Un piccolo libro prezioso, con il dono della sintesi e una grande precisione di analisi e di alfabetizzazione per i non addetti ai lavori. Al primo sguardo, sfogliandolo, appare un testo per specialisti, storici e archeologici – come svela la collaborazione con Paola Serata – facendo dialogare i due mondi troppo spesso separati. In effetti è un libro per tutti che offre un’ottima occasione di ampliamento o anche solo avvicinamento al latino perché i termini sono ben spiegati. Raramente un testo riesce ad essere così chiaro e divulgativo senza perdere un livello alto di competenza

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lunedì 3 aprile 2017


“Il tavolo antico” Poesie - di Marisa Cecchetti

Scritto da   Lunedì, 03 Aprile 2017 
Un libro delicato come la sua autrice, che guarda con tenerezza ai sentimenti delle piccole cose. Un lungo verso continuo che affonda nella memoria della casa e della terra, che sa di Toscana antica, di filastrocche, di atmosfere impalpabili eppure fatte di solidità.

La raccolta conferma lo stile e la vena poetica di una lunga prosa lirica che sembra la vocazione di Marisa Cecchetti, di San Giuliano Terme, in provincia di Pisa. Insegnante di lettere, vive a Lucca, dove collabora con riviste e siti di prosa e poesia. Pur essendo anche romanziere – suo Il fossato, del 2014, recensito su queste pagine (http://www.saltinaria.it/recensioni-libri/libri/il-fossato-di-marisa-cecchetti-recensione-libro.html) – a mio parere è nella poesia e in questo lungo narrare in versi, domestico e spontaneo, come un racconta orale, che trova la sua espressione naturale. Al centro la terra natìa, la casa che qui diventa un epicentro, citata e vissuta in ogni pagina. Il suo sguardo, quasi inattuale, guarda soprattutto alla memoria, al ricordo intimo, descrivendo la quotidianità che si sente perduta, sfumata, nella vita del narratore come nella realtà esterna.

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giovedì 30 marzo 2017



“Mare d’amare Donne – Rapsodia” di Franca Bellucci

Scritto da  Sophie Moreau Giovedì, 30 Marzo 2017 
“Mare d’amare Donne – Rapsodia” di Franca Bellucci
Il titolo evoca qualcosa che deve venire e che non è mai stato ma forse è nascosto in un tesoro da scoprire: al centro il Mediterraneo, padre padrone, anche se crogiuolo di scambi e di popoli, più spesso di conflitti. E’ un mare maschio dove le donne sono escluse da sempre e in perenne e dolorosa attesa. La forma è quella della poesia medioevale senza il rigore accademico, in un fluire di versi raccontati che attingono ora al mito, ora alla storia, ora alla cronaca per diventare testimonianza. Una scelta di grande attualità trattata come inattuale.

Il titolo annuncia insieme quel gusto un po’ antico della rima che viene però messa in discussione da un poetare in cui i versi diventano prosa d’un tratto. Lo stesso termine rapsodia rimanda agli aedi, ai poeti di corte, in qualche modo ai cantastorie se non ai griot, visto che l’Africa è il cuore di questo Mediterraneo ferito. Inoltre al centro del poetare di Franca Bellucci, toscana di Empoli dove è stata insegnante di greco e latino al Liceo classico, c’è il femminile come recita una parte del titolo in bilico tra il diventare sottotitolo e il mettersi al centro dell’opera. L’autrice d’altronde è impegnata nel sociale ed è una studiosa di storia con un’attenzione specifica alla poesia e alla storia delle donne. 
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