martedì 6 dicembre 2016


"La terre et le sang" di Mouloud Feraoun

Scritto da   Martedì, 06 Dicembre 2016 
"La terre et le sang" di Mouloud Feraoun
La letteratura algerina del Novecento conferma la narrazione poetica nello stile nutrita della lacerazione tra le due sponde del Mediterraneo: il destino di molti di appartenere in qualche maniera altrettanto autenticamente alla Fracia e all’Algeria. Un affresco della voce dell’Algeria rurale e del nomadismo cabilo dove il villaggio, la tribù, rappresentano il rifugio, l’ancora e la condanna di una sorta di collettivo ancestrale al quale non si sfugge.

Il tomanzo di Mouloud Feraoun, scrittore cabilo algerino francofono nato l’8 marzo 1913 a Tizi Hibel nell’Alta Kabylie (antico comune misto di Fort Nazionale) il cui nome è Aït-Chabane mentre Feraoun gli è stato attribuito dallo stato civile francese, è un affresco narrativo di un periodo dell’Algeria che ne ha segnato l’età moderna.

Per una lettura completa dell'articolo: http://www.saltinaria.it/recensioni-libri/libri/la-terre-et-le-sang-di-mouloud-feraoun-recensione-libro.html

domenica 27 novembre 2016



“La bicicletta verde. Le due ruote verso la libertà” Di Haifaa al Mansour

Scritto da   Domenica, 27 Novembre 2016 
Un percorso all’inverso, dal film del 2012 al libro per raccontare con gli occhi di una bambina il sogno di libertà, fatto di piccole cose ma soprattutto del bisogno e del diritto alla felicità, a godere della vita che una cattiva interpretazione della religione asservita alla politica nega. Ma non a tutti: alle bambine perché il maschile possa trionfare. Una storia quotidiana in Arabia Saudita con il sapore di una fiaba dove la bicicletta come in molte società diventa il simbolo di libertà. Scritto con passione e tenerezza, diventa un manuale di educazione sentimentale e sociale alla vita.
“La bicicletta verde” è un film del 2012 scritto e diretto da Haifaa Al-Mansour, uscito in Italia il 6 dicembre di quell’anno con la regia di Haifaa al-Mansour (Musica composta da Max Richter) che ha ricevuto una menzione dalla British Academy Film Award al miglior film non in lingua inglese; oltre il premio TIFF Awards: The Audience Award. Dalla sceneggiatura la regista è passata alla scrittura di un romanzo con un esperimento di felice riuscita. È stata premiata all’XI edizione del festival dell’Eccellenza al femminile promosso da Schegge di Mediterraneo, associazione presieduta da Consuelo Barilari, dove mercoledì 23 novembre all’Auditorium di San Francesco a Chiavari, ho presentato il suo libro.
Per una lettura completa dell'articolo
http://www.saltinaria.it/recensioni-libri/libri/la-bicicletta-verde-le-due-ruote-verso-la-liberta-di-haifaa-al-mansour-recensione-libro.html

lunedì 14 novembre 2016


“Il ragazzo di Aleppo che ha dipinto la guerra” Sumia Sukkar

Scritto da   Domenica, 13 Novembre 2016 
“Il ragazzo di Aleppo che ha dipinto la guerra” Sumia Sukkar
Un libro reportage dall’interno della guerra siriana, l’atrocità della guerra raccontata con la spontaneità di un bambino senza pelle, affetto dalla sindrome di Asperger, che rende questo singolare romanzo: ad un tempo, poetico, tenero, a tratti noir, con accenti perfino pulp e un’anima surreale. La resistenza strenua dell’io che non crolla verso all’orrore che deforma l’essere umano. Dio e l’amore per gli altri come salvezza, attraverso un mondo visto a colori, popolato in forma di sineddoche.
Il panorama della letteratura siriana contemporanea – per quel poco che conosco quasi interamente attraverso la casa editrice Il Sirente – è interamente occupata dal dramma della guerra e della tortura. Tutti gli autori presentano una crudezza senza pari che indugia paradossalmente come in una terapia catartica sui particolari delle violenze, spesso subite direttamente dagli autori che le raccontano. La guerra sembra suggerire l’immaginazione e invaderla, occuparla tutta. Questo romanzo di Sumia Sukkar – scrittrice britannica di padre siriano e madre algerina, nata a Londra nel 1992 – è profondamente originale perché contiene solo un nucleo legato alla prospettiva orrorifica del conflitto, spietata, senza nulla che addolcisca la pillola. L’avvio è decisamente singolare, poetico pur nella tristezza e sgomento di una famiglia che vive e respira all’unisono la tensione di uno stato dittatoriale e si risveglia nel mezzo della guerra.

Per una lettura completa: http://www.saltinaria.it/recensioni-libri/libri/il-ragazzo-di-aleppo-che-ha-dipinto-la-guerra-sumia-sukkar-recensione-libro.html

venerdì 11 novembre 2016

Benvenuti alle Murate
al Caffè Letterario di Firenze
Aperto tutti i giorni dalle 8.00 alle 01.00
Library
Newspaper & magazines

VENERDI' 18 NOVEMBRE

h 17:30 - Presentazione del libro con Autore 
Le associazioni culturali La Nottola di Minerva e Per un Nuovo Mondo Comune presentano
CHE GENERE DI DIVERSITY?
Parole e sguardi femminili migranti su cittadinanza organizzativa e sociale

Franco Angeli
Sarà presente l'autrice Alessia Belli, rresearch affiliate Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa,  CrossThink-LAB manager
Intervengono Debora Spini, Docente Political Theory, Forum per i Problemi della Pace e della Guerra e Rossana Trifiletti, Docente Politiche Sociali, Università di Firenze 
Cittadinanza, genere e cultura. Alessia Belli declina queste tre parole chiave alla luce della sua esperienza sul campo, attraverso i due casi studio nella città di Arezzo e nella società cooperativa Cooplat. Il risultato è un interessante studio che adottando la voce e lo sguardo di donne straniere, propone soluzioni concrete per  percorsi di crescita inclusivi e sostenibili, partendo dal ripensamento  della città e dei luoghi di lavoro.


Si tratta del libro di una giovane studiosa, Alessia Belli, da anni impegnata nella ricerca nell’ambito degli studi di genere, legati soprattutto alla questione della migrazione e del confronto tra culture diverse. Il libro mi è sembrato particolarmente interessante perché, oltre a proporre una ricerca teorica sul tema partendo dalla definizione del paradigma “cittadinanza, genere e cultura”, entra nel merito della questione attraverso la ricerca sul campo e offre prospettive di risposta alla criticità presa in esame che hanno una valenza concreta.

mercoledì 9 novembre 2016

Le mie letture 2016

fino al 9 novembre su Saltinaria.it

AA.VV. Un’estate a Roma
Arduini Clelia, Arrivederci Roma
Ballestracci Marco, I guardiani
Barba Bruno, Meticcio
Blandi Franco, Vittorio De Seta, Il poeta della verità
Buzzati Dino, Un amore
Campanini Massimo, L’islam, religione dell’Occidente
Camus Albert, L'homme revolté
Djebar Assia, Loin de Médine
Ernaux Annie, Mémoire de fille
al-Galidi Rodaan, L’autistico e il piccione viaggiatore
Guiga Nidhal, Tristesse Avenue
Izzo Jean-Claude, Marinai perduti
Harmel Mohamed, Les rêves perdus de Leyla
Holden Wendy, Ho visto un rospo
Khider Abbas, I miracoli
Kolitz Svi, Yossl Rakover si rivolge a Dio
Lauzi Bruno, Tanto domani mi sveglio
Lucarelli Carlo, PPP Pasolini, un segreto italiano
Malouf Amin, Les identités meurtrières
Mannocci Cristina, La trama dell’invisibile sulle tracce di Antonio Tabucchi
Maurensig Paolo, Teoria delle ombre
Mauro Walter, La letteratura è un cortile
Memmi Albert, Agar
Murard-Yovanovitch Flore, La negazione del soggetto migrante
Musa Paola, GO MAX GO
Nagy Ahmed, Vita
Naima Amina, La planète bleue
Oumhani Cécile, Le café d’Yllka
Pannacci Giovanni,  Siamo tutte delle gran bugiarde. Paolo Poli conversazione con Giovanni Pannacci
Pezzani Seba, Istruzioni per l’Usa
Proust Marcel, Du côté de chez Swann
Rodenbach Georges, Bruges la morta
Sacks Oliver, In Movimento
Safier Mariù, Cento racconti brevi e uno lungo
Sansal Boualem, 2084 la fin du monde
Sattout Riad, L'arabo del futuro
Strabioli Pino, Sempre fiori mai un fioraio
Sukkar Sumia, Il ragazzo di Aleppo che ha dipinto la guerra
Vasciminni Marco, Referral marketing
Vitelli Niclo, Un bel dì vedremo. Il festival puccinianoZankoul Maya, Amalgam

Zecchi Simona, Pasolini, massacro di un poeta

“La trama dell’invisibile sulle tracce di Antonio Tabucchi” di Maria Cristina Mannocchi

Scritto da   Mercoledì, 09 Novembre 2016 
“La trama dell’invisibile sulle tracce di Antonio Tabucchi” di Maria Cristina Mannocchi
Un libro dentro Tabucchi, un viaggio attraverso i suoi occhi più che un libro su Tabucchi. La storia di un incontro che diventa una vocazione, ripercorrendo i luoghi dei viaggi dello scrittore e soprattutto raccontandone in un viaggio in prima persona, sulle tracce del percorso dell’intellettuale, l’evoluzione culturale e sentimentale insieme. Una sorta di viaggio iniziatico inaspettato, cosicché le fantasie e l’impegno di una professoressa in una gita scolastica la portano a diventare scrittrice. Piccoli equivoci senza importanza, direbbe Tabucchi. Ma essenziali per la vita, anzi forse il cuore della vita.

Per una lettura completa dell'articolo: http://www.saltinaria.it/recensioni-libri/libri/la-trama-dell-invisibile-sulle-tracce-di-antonio-tabucchi-di-maria-cristina-mannocchi-recensione-libro.html